Ormoni Bioidentici e Capelli: una soluzione inaspettata

Con l’avvicinarsi della menopausa la salute e la bellezza dei capelli femminili può essere intaccata: gli ormoni naturali bioidentici possono aiutare.
Ormoni Bioidentici e Capelli: una soluzione inaspettata

Una folta chioma, capelli lucenti, forti e sani sono fra gli aspetti esteriori che caratterizzano di più la femminilità. Molte di queste caratteristiche, oltre all’ereditarietà, sono proprio legate agli ormoni femminili.

Il problema è che con l’avvicinarsi della menopausa, e con la carenza e squilibrio ormonale che ne consegue, la salute e la bellezza dei capelli femminili può essere intaccata.

Allora i capelli iniziano ad essere meno folti, si perdono ad ogni spazzolata, diventano secchi, fini  e deboli e iniziano a diventare un problema.

La prima cosa che si fa è quella di cercare soluzioni topiche (lozioni, schampoo, etc.) oppure pillole miracolose, per capire dopo breve tempo che non funzionano.

In realtà esistono trattamenti locali sui capelli efficaci (eseguiti solo da professionisti altamente qualificati), ma non bisogna trascurare la “cura dall’interno” con gli ormoni bioidentici e con una integrazione personalizzata e ad hoc.

In pochi ci pensano, ma pare ovvio come, se la carenza e lo squilibrio ormonale sono fra le cause più importanti dei problemi ai capelli nelle donne in menopausa, allora la leva principale su cui agire per donare di nuovo vigore e femminilità ai capelli sia ristabilire l’equilibrio ormonale e il modo più sicuro ed efficace per farlo è quello con gli ormoni bioidentici.

Nell’Ebook “Tutto sugli Ormoni Bioidentici” parlo in modo completo di che cosa sono gli ormoni bioidentici e di come utilizzarli.

I fattori che possono determinare la caduta nei capelli sono numerosi (es. stress, carenze nutrizionali, genetica, fattori ereditari, trattamenti cosmetici aggressivi, etc): l’obiettivo di questo articolo non è approfondirli tutti, ma quello di focalizzarsi sull’aspetto ormonale.

Le  carenze e gli squilibri ormonali che si verificano con la menopausa e l’aging giustificano ampiamente le modificazioni dell’aspetto e della salute dei capelli che si verificano nella donna e che sono ampiamente diffuse.

Cerchiamo allora ora di capire il ruolo e gli effetti degli ormoni sui capelli e come gli ormoni naturali bioidentici ci possono aiutare.

Progesterone, estrogeni, melatonina ed ormoni tiroidei: i Buoni

Il progesterone: è “l’anti-androgeno” per eccellenza e il primo ormone a cui pensare quando, per effetto dell’estrogeno dominanza, già in pre e peri menopausa, i suoi livelli iniziano a calare.

Il progesterone rafforza il tessuto connettivo ed è responsabile del rimodellamento del collagene e la sua carenza determina diminuzione del tono, trofismo ed elasticità della pelle nonché perdita dei capelli. È il primo ormone a cui penso in caso di perdita di capelli nella donna.

Può essere integrato come ormone bioidentico per via generale o anche utilizzato topicamente in lozioni ad hoc, che vanno oltre il semplice utilizzo del Minoxidil.

Gli estrogeni sono gli altri ormoni che giocano un ruolo fondamentale sulla salute e la bellezza dei capelli. Sono gli ormoni femminilizzanti per eccellenza, quelli che donano alle giovani donne capelli folti, lucenti e pieni di vita.

Con il netto  e improvviso calo dei livelli di estrogeni i capelli soffrono e perdono la loro naturale lucentezza, forza e vigore. Anche in questo caso, in estrogeni possono essere integrati con una opportuna e mirata terapia con ormoni bioidentici generale oppure locale.

Sono stati pubblicati studi che hanno evidenziato come l’applicazione topica di melatonina possa giocare un ruolo positivo nel favorire la crescita ed arrestare la perdita dei capelli.

Gli ormoni tiroidei sono il motore dell’organismo, che apporta energia a tutte le cellule, e quindi anche ai capelli. Per questo motivo nell’ipotiroidismo (e meno frequentemente nell’ipertiroidismo) i capelli appaiono più radi, sottili e fragili, e possono cadere.

Però attenzione: molte persone sono affette da un ipotiroidismo subclinico o latente ma non lo sanno, anche perché l’esame che viene ritenuto il gold standard per la tiroide (il TSH reflex) presenta grossi limiti e le alterazioni funzionali legate alla carenza degli ormoni tiroidei si possono verificare anche anni prima che si verifichino modificazioni degli esami. Ne parlo per esteso nel mio ebook parallelamente alla terapia a 360 gradi sulla tiroide.

Il progesterone, gli estrogeni e gli ormoni tiroidei sono la soluzione di fronte ad una alterazione dell’aspetto e della salute dei capelli legati ad una alterazione ormonale nella donna in menopausa e l’utilizzo sotto forma degli ormoni bioidentici naturali (BHRT) è il metodo più efficace e sicuro per ristabilire il riequilibrio ormonale.

Gli androgeni possono essere il problema.

Gli Androgeni: i cattivi (per i capelli)

Un eccesso di androgeni o un aumento della sensibilità verso gli stessi può favorire la perdita di capelli. Nella donna non è un’evenienza comune come la precedenti ma può essere legata ai livelli di DHEA, androstenedione, testosterone e, meno frequentemente,  diidro-testosterone.

 

Fra le condizioni più conosciute che determinano la perdita di capelli nella donna vi è l’alopecia androgenetica femminile, che ha una base ereditaria che determina una maggior sensibilità del follicolo pilifero agli effetti degli ormoni maschili (androgeni). Non è detto, pertanto, che le donne che ne vengono colpite abbiano valori ormonali di androgeni elevati, ma semplicemente sono più sensibili agli effetti degli androgeni.

Questo può determinare un progressivo diradamento dei capelli fino ad una vera e propria calvizie.

L’alopecia androgenetica femminile ha una base ereditaria importante ed è un’entità nosologica ben definita ma non colpisce tutti.

Oltre alla alopecia androgenetica, diverse condizioni possono determinare un aumento della funzione surrenalica e della produzione di androgeni (es. morbo di Cushing, tumori secernenti androgeni) e naturalmente la diffusa sindrome dell’ovaio policistico.

Per questo occorre una diagnosi precisa quando si manifesta una perdita od un’alterazione dell’aspetto dei capelli.

Peraltro, è fin superfluo segnalare come gli ormoni androgeni svolgano azioni fondamentali a 360 gradi anche nella donna e come la progressiva diminuzione che si osserva con età sia responsabile di molte patologie age-dependent nella donna. Ne parlo in modo esteso nel mio Ebook “Tutto sugli Ormoni Bioidentici”. Quindi possono essere “cattivi” sono per un numero limitato di donne e solo per quanto riguarda gli effetti sui capelli o la pelle, permanendo la miriade di effetti estremamente positivi che esercitano su tutto il resto.

A proposito di ormoni bioidentici ed androgeni è opportuno segnalare come l’integrazione con alcuni ormoni bioidentici come il DHEA e il testosterone debba sempre tenere conto dei valori ormonali della donna, del quadro clinico generale e del suo pattern genetico.

Troppo spesso vengono usati dosaggi standardizzati per tutte le donne di DHEA e testosterone che possono determinare, in soggetti predisposti, acne, irsutismo e perdita dei capelli, anche se transitori.

Il problema in questo caso è la prescrizione incongrua e non gli ormoni bioidentici in sé.

La prescrizione deve sempre essere personalizzata tenendo conto di tutti gli aspetti della paziente, fra cui la salute dei capelli e i livelli di androgeni.

Al fianco degli ormoni bioidentici la ciliegina sulla torta è un’integrazione mirata.

La nuova frontiera nella cura dell’individuo è la Medicina di Precisione. Questa si applica anche alla cura dei capelli e all’integrazione con gli ormoni bioidentici.

Affinchè gli ormoni bioidentici funzionino al top non bisogna semplicemente aumentare o diminuire il dosaggio, ma è necessario affiancare alla loro prescrizione micronutrienti che favoriscano le reazioni enzimatiche in cui sono coinvolti (vitamine, minerali, fitocomplessi).

A ciò si aggiunge il fatto che sono stati effettuati numerosi studi che evidenziano quali sono i micronutrienti e i fitocomplessi che possono venire in soccorso in caso di alterazione della forza, della lucentezza o di perdita dei capelli.

È quindi possibile effettuare una integrazione professionale mirata, a seconda delle necessità individuali, con supplementi che agiscono sul trofismo, la rigenerazione, la glicazione, i radicali liberi, lo stress ossidativo e la caduta dei capelli.

Se invece si vuole seguire la pubblicità del momento, aspettandosi i miracoli da una pasticca uguale per tutti si può fare, basta poi non lamentarsi dei risultati ottenuti.

 

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Dr. Claudio Tomella

Da quasi 30 anni svolgo la mia attività in diversi campi della medicina come la nutrizione, la medicina anti-aging, l’endocrinologia e la medicina delle dipendenze

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